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Autore Topic: Portal 2: recensione by GameMag  (Letto 134 volte)

Offline L1ghtman

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Portal 2: recensione by GameMag
« il: 6/05/11 , 16:21:44 »

“All’uscita di Orange Box, in molti pensavano che l’unica offerta di rilievo del prodotto di Valve, sarebbe stata Half Life 2 – Episode 2. In realtà, i giocatori si erano trovati anche un solido e divertente gioiellino del puzzle gaming.”

Pro e Contro:

Profonda semplicità Nonostante si trattasse di un prodotto estremamente breve e legato a una singola meccanica di gioco, Portal si impose all’attenzione dei giocatori. Sue caratteristiche peculiari, la grande profondità della sfida offerta e l’eccezionale caratterizzazione di GLaDOS, la deviata intelligenza artificiale che conduceva Chell (la protagonista del gioco) durante tutto il corso dell’avventura.
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Portal 2 è chiamato a confermare quanto di buono fu offerto dal suo predecessore. E lo fa. Senza stravolgere. In Portal, il giocatore guidava la stranita Chell attraverso i deserti laboratori della Aperture Science. La giovane prigioniera, appariva come una cavia il cui desiderio di fuga si scontrava con la routine di GLaDOS, l’IA desiderosa di proseguire con i test di intelligenza e capacità fisica sulla ragazza.
L’unico strumento in possesso di Chell era la Portal Gun, un fucile in grado di aprire una coppia di portali (uno d’ingresso e uno d’uscita) sulle pareti delle stanze di test e capace di sollevare i pochi oggetti incontrati sul percorso.
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Nessun nemico da distruggere (a parte le torrette di sorveglianza), nessun personaggio vivente con cui interagire. Soltanto un ambiente da sfruttare a dovere per lasciare la prigionia.
Sottile filo rosso di tutta la vicenda, un’esile e misteriosa trama: quali erano i fini della Aperture Science? Quali le connessioni (visivamente evidenti) tra il mondo di Portal e quello di Half-Life? Dove erano finiti gli scienziati che avevano creato le sale da test e GLaDOS?
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Nonostante questa semplicità di base e questa esile trama, Portal risultava incredibilmente profondo e coinvolgente. Enigmi vari e calibrati bene, ritmo sempre soddisfacente. E poi c’era GLaDOS. I suoi commenti scostanti e palesemente malsani erano il vero stimolo a proseguire, affrontando il test seguente. GLaDOS era un’IA del tutto dissociata che, oltre a fare parziale luce sui misteri della Aperture, giocava con Chell (e con l’utente), minimizzando i suoi successi, commentando ogni azione in modo indimenticabile  e pretendendo di dare un senso a un mondo del tutto illogico, nella sua routine.
Crescita Portal 2 ripropone ed espande potentemente quanto visto nel primo capitolo della saga. L’universo di gioco non risulta stravolto, ma non mancano gli approfondimenti. Le dinamiche base non cambiano, ma le alternative crescono. Il cast resta numericamente limitato, ma è dotato di una caratterizzazione ineccepibile, e le new entry sono indimenticabili.
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Scopriremo così che Chell è di nuovo, misteriosamente, prigioniera della Aperture. E, di nuovo, armata di Portal Gun, dovrà farsi strada nelle sale da test, in cerca di una via di fuga dai laboratori. Ma il tempo è passato e qualcosa di ‘grosso’ è successo: le strutture da test sono state modificate ed espanse, ma la sede di Aperture giace in triste abbandono e la stessa GLaDOS è ancora a pezzi, dopo il trattamento riservatole da Chell.
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Nel corso dell’articolato incipit, però, scopriremo come la folle IA sia in grado di rigenerarsi e di risultare, ancora una volta, ‘amichevolmente ostile’.
In più faremo un’altra straordinaria conoscenza: lo sferico (e codardo) robot Wheatly ci guiderà sin dai primi passi del nostro viaggio. Doppiaggio e caratterizzazione dell’essere meccanico rivaleggeranno persino con la profondità donata a GLaDOS. Wheatly interagirà con Chell e, nonostante la ragazza non proferisca parola, darà vita a divertentissimi siparietti, in cui anche il giocatore potrà interagire. Ancora meglio saranno i battibecchi della sfera  con GLaDOS.
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Il gioco non è doppiato in italiano (e sarebbe davvero stato difficile replicare quanto di ottimo fanno le voci originali) e leggere le fittissime righe di dialogo non sarà sempre agevole, specie durante l’azione. Qualche gag si perderà o sarà meno efficace. Ma quanto le IA di Portal 2 racconteranno, sarà sempre eccezionale. Forse il vero motivo per proseguire, senza staccarsi dal gioco. Anche perché – e sempre nel senso dell’evoluzione, rispetto a Portal – questa volta i temi e la storia saranno sviscerati in maniera più consapevole. La stessa GLaDOS sarà più forte: tutta la struttura di test apparirà sotto il suo totale controllo, quasi un’estensione del suo corpo.
E tutto questo sviluppo, si riverbera anche sulla giocabilità. Sia dal punto di vista della profondità che della varietà.Puzzle Game in soggettiva e d’azione Portal 2 ripropone la tipologia di gioco del proprio predecessore: un platform-puzzle in soggettiva, dove, principalmente sfruttando la già descritta Portal Gun, il giocatore dovrà condurre Chell all’uscita di ogni stanza da test.
Ogni singolo ambiente di gioco è un puzzle da superare con un misto di ragionamento e destrezza con il pad, usando il nostro fucile, gli oggetti (soprattutto i Cubi Compagnia) e gli elementi ambientali. Il fatto che la sede di Aperture sia in rovina, espande le possibilità di gioco, visto che i crolli e le strutture fatiscenti offrono percorsi alternativi a quelli lineari, visti in Portal. La maggior consapevolezza di GLaDOS, poi, regala ancora più momenti disturbanti e scherzi di cattivo gusto, che servono a variare il ritmo.
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Gli enigmi sono bilanciati in modo egregio, seguendo una curva d’apprendimento perfettamente studiata. Si viene guidati con sapienza alla scoperta delle proprie capacità e, via via, saremo chiamati a usarle tutte, per ‘risolvere’ le stanze. Il piazzamento dei portali, l’uso degli oggetti, la capacità di correre e aprire portali mentre si salta, l’attivazione di raggi d’energia e ascensori, l’aggiramento delle malinconiche torrette di sicurezza. La risoluzione delle stanze entro limiti di tempo… questo e altro è la sfida di Portal 2.
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Capiterà di rimanere bloccati, per capire come muovere quel Cubo Compagnia, o per scoprire come raggiungere quell’ascensore. Ma non sarà mai una frustrante perdita di ritmo: Valve ha studiato tutto alla perfezione e l’idea giusta ci giungerà improvvisa e gradita, se non alla seconda, alla terza occhiata. Di certo, giocabilità e trama scorrono molto più ‘ricchi e guidati’ del passato.
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In generale, ci si muoverà in ambienti più ampi rispetto al primo Portal, laddove spesso (per via dello stato di abbandono) sarà complicato trovare superfici dove piazzare i portali. Via via, faranno la loro comparsa elementi inediti, quali piattaforme a molla, raggi traenti, una vernice con cui rendere i muri capaci di accogliere i portali e i celebratissimi (in sede di trailer) liquidi di accelerazione e repulsione.
Cresce la varietà, aumenta la profondità e il ritmo resta sostenuto. L’unica pecca, da questo punto di vista, sta in uno stato di ‘apatia’ che potrebbe colpire il giocatore. Per quanto la sfida si mantenga adeguata e varia, per quanto la trama sia interessante e ben recitata, si vivranno momenti di ‘frenata’, dove le IA risulteranno meno ficcanti e dove il puzzle apparirà più ripetitivo. Forse un piccolo difetto inevitabile in un gioco che, con strumenti comunque limitati, deve durare una dozzina di ore.Datato, ma fisico Tecnicamente, a livello visivo, Portal 2 si appoggia al Source Engine, datato 2004. Chell (che intravediamo negli spostamenti tra un portale e l’altro) risulta un modello datato, sia nelle texture che nelle animazioni. Gli ambienti delle sale test, invece, sono piuttosto scarni e decisamente monotoni. Da un lato, si tratta di qualcosa di inevitabile, visto che si trascorre tutto il tempo in un laboratorio. Ma dall’altro, visto che i ritmi di gioco di Portal 2 sono piuttosto rilassati, c’è tutto il tempo per guardarsi attorno. E allora la povertà grafica risulta più vistosa del dovuto. La situazione si risolleva con decisione quando si guarda al comportamento fisico del mondo di gioco.
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Da questo punto di vista, Havok fa ancora un’eccellente figura: i materiali si sgretolano e deformano con assoluta credibilità e i detriti che cadono al suolo, lo fanno con meravigliosa casualità e imprevedibilità. Come ovvio, non esistono incertezze nella fluidità dei nostri movimenti, così come nella precisione dei controlli di gioco.
Enigmi in compagnia
 Il multiplayer di Portal 2 rappresenta un’interessante ventata d’aria fresca. Esso è disponibile via internet, come in locale. Ma, vista l’elevatissima necessità di cooperazione, richiede di essere giocato con qualcuno con cui si può comunicare tranquillamente. Meglio se si tratta di un amico da rimproverare a ogni errore! Anche perché, il comunque buono, sistema di chat virtuale tramite, non basterà nei momenti maggiormente delicati. Nei panni di due robot muniti di Portal Gun, affronteremo cinque differenti percorsi di test.
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Anche nel multiplayer ci sarà una sottile trama, che partirà dal termine della storia della modalità in singolo e andrà a completare il quadro della vicenda. Meglio affrontare il multiplayer con una buona conoscenza della modalità principale alle spalle, così da riconoscere tutti gli ostacoli e da saper [size=100%]Non hai il permesso di visualizzare i link. Registrati o Login[/size] tutte le capacità a disposizione dei robot. Nonché quattro portali alla volta!
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La migliore qualità di questa modalità è insita nel livello di attività richiesto a ciascun giocatore: nessuno può limitarsi a far lavorare il compagno. Servono invece coordinazione e impegno da parte di tutti. In questo modo il coinvolgimento è addirittura imposto.Conclusioni Portal 2 è un gioco unico: un puzzle-platform in soggettiva, che esalta sotto ogni aspetto quanto offerto dal predecessore. Armati della Portal Gun – un fucile capace di un fucile in grado di aprire una coppia di portali (uno d’ingresso e uno d’uscita) sulle pareti – ci faremo strada attraverso le sale da test dei laboratori della Aperture Science, ormai in rovina.
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Il gioco conduce l’utente per mano, consentendogli di apprendere - con dolcezza - tutte le capacità di cui è in possesso e mettendolo alle prese con tutti gli ostacoli e le risorse che troverà sul proprio cammino. Gli enigmi non sono scontati, ma sono costruiti in modo tale da non risultare in nessun caso cervellotici o disarmanti.
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Il vero elemento unico del prodotto Valve sono però le IA che incroceremo: GLaDOS è la nostra nemesi, la macchina che governa laboratori e test. Completamente folle, vorrebbe ‘sperimentare’ con noi per l’eternità. Ma vorrebbe anche distruggerci. Wheatly è un robot sferico, che cercherà di darci una mano, nonostante la propria vigliaccheria. Entrambi, comunque, saranno una costante fonte di gag e siparietti sorprendenti, freschi e unici. Humor crudele, interazione attiva e scherzi di pessimo gusto la faranno da padrone. Il tutto recitato impeccabilmente dai doppiatori.
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L’interessante modalità multiplayer, rappresenta la summa della cooperazione: al comando di due robot (P-Body e Atlas) proseguiremo la storia, rispetto al single player. In più, saremo di fronte a situazioni ricche e variegate che ci obbligheranno a sfruttare tutto quello che abbiamo imparato in singolo, sviluppando anche un’intesa e una coordinazione straordinarie con il nostro partner. Il comparto grafico è datato, quello fisico ineccepibile.
Portal 2 è ricco e profondo e vive una piccola flessione solo nella fase centrale dell’esperienza in singolo, laddove la trama rallenta e gli enigmi brillano meno. Situazione inevitabile, probabilmente, in un gioco che, con poche alternative ludiche, deve comunque durare una dozzina di ore.

By GameMag
I'm ~L1għtmañ~

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[. System of a Down .] [. Avenged Sevenfold .] .:.:.:.    Niente domande, niente risposte: questo è il nostro lavoro, bisogna accettarlo e andare avanti.  [ Ronin ]      .:.:.:.FAILURE IS NEVER AN OPTION!


 

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